Recensioni

My name is Francis: una nuotata tra i ricordi.

Scritto da Marica Croce

copertinaUna breve e affascinante esperienza, così si presenta ai nostri occhi il racconto My name is Francis.
Si parte con il giovane protagonista Francis che salta da una dimensione onirica a una reale, sebbene, per gran parte del testo, queste si confondano perfettamente.
Francis vive in una stanza bianca, luminosa a tal punto da accecarlo, le uniche forme di vita da lui percepite sono delle voci che provengono al di là della porta, voci che lo terrorizzano tanto da scoppiare in lacrime. L’unico modo per sottrarsi alla paura è chiudere gli occhi: qui inizia l’avventura del giovane nei suoi ricordi, posizionati alla rinfusa nella sua memoria.
In questa sorta di sogno il protagonista si trova in quella che ricorda essere casa di suo nonno, vicina al mare e a un casolare con delle galline; qui sono presenti suo padre, la sua odiata matrigna, le sue sorelle Rosalie e Sophie e suo cugino Norman. È proprio questa la prima stranezza: Rosalie e Norman, nella vita reale, sono morti. Non poche volte crederà di essere diventato pazzo, si servirà addirittura di un registratore per conservare i suoi flussi di coscienza e per annotare tutte le stranezze e le assurdità prodotte dalla sua mente.

Nel corso della narrazione Rosalie vestirà i panni di un novello e giovane Virgilio, condurrà suo fratello nello stretto e angusto sentiero della memoria, gli insegnerà a osservare gli eventi, ad affrontarli, lo consolerà, affinché lui riesca a ricordare chi è e cosa lo ha portato nella stanza bianca.
Quello che lo attende sarà atroce, gli torneranno alla mente sofferenze, violenze e perdite inspiegabili: i rarissimi refusi presenti non distolgono minimamente l’attenzione dalla vicenda personale di Francis, accompagniamo il ragazzo per tutto il suo viaggio, fino alla scoperta della verità, al ritorno della memoria e all’affiorare di sensazioni che non avrebbe più voluto provare.

Attraverso un linguaggio scorrevole, morbido e privo di tecnicismi, sono trattati argomenti complessi, in poco più di quaranta pagine Dentici parlerà di un forte legame amoroso impossibile, del dolore, frutto del distacco, e della conseguente solitudine: Francis dovrà ricominciare, dovrà lasciarsi tutto alle spalle nonostante non capisca come l’amore tra due giovani possa essere così pericoloso e così inaccettabile da portare i suoi familiari più cari al rifiuto, alla negazione, alle percosse.

L’autore non si preoccupa di nascondere o addolcire le conseguenze orribili di un sentimento omofobico, prospetta davanti al lettore una situazione surreale figlia di un trauma troppo grande per un adolescente, il rifiuto di un genitore. Francis sarà così sconvolto dal comportamento di suo padre che modificherà involontariamente i suoi ricordi per non rivivere la delusione e la sofferenza provate a causa dell’indolenza paterna e della follia della sua matrigna.

Non può esser definito un racconto pedagogico, tuttavia, My name is Francis accompagna il lettore verso l’unica strada possibile, l’accettazione dell’amore per quello che è, per il colore o la forma che presenta, lo stesso amore di un genitore verso il proprio figlio, di una sorella verso il proprio fratello.

 

Marica Croce

 

Titolo: My name is Francis
Autore: Domenico Dentici
Anno: 2015
Editore: Youcanprint

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