Recensioni

Accoppiamenti giudiziosi

Scritto da Maria

Le recensioni di Connessioni Letterarie

Accoppiamenti giudiziosi raccoglie diversi racconti, di natura e provenienza anche piuttosto varia, di Carlo Emilio Gadda. Già l’arco temporale in cui sono stati scritti dà testimonianza di questa varietà, perché si va dal primo al secondo Dopoguerra, dagli anni Venti ai Cinquanta, per attendere una pubblicazione soltanto nel 1963. Si ha modo così di conoscere diverse vene artistiche e tendenze di un Artista tanto eclettico quale fu Gadda.

È veramente difficile trovare una caratteristica comune a tutti i racconti, le cui trame sono le più disparate: incontri tra personaggi del popolo di diverse città italiane, spaccati della società, confronti tra esperienze di figure quasi diametralmente opposte fra di loro. Attraverso le diciannove storie Gadda è capace di darci uno spaccato della società italiana nel periodo tra le due Guerre mondiali e nel secondo Dopoguerra, con rappresentazioni ambientate in vari luoghi d’Italia. Un posto d’onore è riservato a Milano, la città dove l’Autore lavorava, al centro di racconti come Cugino barbiere, Papà e mamma, i memorabili San Giorgio in casa Brocchi e L’incendio di via Keplero, La cenere delle battaglie, Accoppiamenti giudiziosi, che dà il titolo all’intera raccolta. Di Milano è offerto un affresco dell’intera società, dai ceti nobiliari a quelli operai, fino ai nullatenenti che per guadagnare da vivere sperimentano i più vari mezzi, anche poco onesti. L’esempio più convincente di questi intenti è dato da L’incendio di via Keplero.

Ma le altre zone d’Italia non sono disdegnate: troviamo il fronte veneto della Prima guerra mondiale in Dopo il silenzio, la Roma fascista di Socer generque, la campagna toscana di Una buona nutrizione e La sposa di campagna, la Riviera ligure di Prima divisione nella notte. Questo dà modo a Gadda di provarsi in un’inventiva linguistica quasi impareggiabile, che tende a riprodurre i dialetti, o almeno le inflessioni delle parlate di queste regioni: ovviamente il milanese, ma anche il toscano e il romanesco, maneggiati con una padronanza notevole, fino ad arrivare all’inglese – ne’Il bar –, la cui conoscenza sicura da parte di Gadda può sorprendere se si considera quanto l’inglese fosse diffuso nel primo Novecento.

Inoltre in due racconti l’ambientazione brianzola, nella zona di origine della famiglia dell’Autore, è mascherata dietro le apparenze di uno scenario sudamericano, esattamente come accade nel più famoso romanzo di Gadda, La cognizione del dolore; non è un caso, perché Una visita medica e La mamma sono due racconti alla base della costruzione del romanzo, chiamati dall’Autore “tratti”.

In realtà, alcuni racconti possono essere messi insieme in gruppi: oltre ai due appena nominati, anche i primi tre della raccolta, Cugino barbiere, Papà e mamma e Le novissime armi sono da considerare insieme perché dovevano comporre un romanzo, La meccanica, che non fu portato a termine, secondo quanto indicato da una nota presente nel volume. E, del resto, tutti i racconti di ambientazione milanese possono tendere un filo rosso, pur tenendo conto delle differenze tra di essi.

La varietà di situazioni, trame e ambientazioni consente a Gadda di assumere diversi registri stilistici, seppure quello di fondo è lo stile consueto dell’Autore, sostenuto, elevato, con la presenza di tecnicismi non solo di area scientifica. Si sa, Gadda non è un autore facile da leggere e questa raccolta lo conferma. Il tono nelle varie storie è per lo più dissacrante, tende alla deformazione attraverso accumulazioni e tratti linguistici che si avvicinano molto al parlato, mentre altri tendono ad allontanarsene per innalzare lo stile giocando a contrasto con l’argomento del racconto. Da questo contrasto si scatenano l’ironia e il sarcasmo che contraddistinguono la produzione dell’ingegner Gadda, ironia e sarcasmo che, quando vengono colte da una lettura comunque ostica, regalano grande divertimento, spinto quasi alla risata sonora, certo velato di una nota critica, una punta di amaro.

Così diventano indimenticabili alcune delle figure rappresentate nell’opera, spesso descritte con una voluta quanto ostentata deformazione: la figura della contessa Giuseppina Brocchi del San Giorgio in casa Brocchi, ossessionata dalla rettitudine morale dell’educazione del figlio, il protagonista; la contessa Teresa Velaschi di Papà e mamma, preoccupata per una possibile partenza del figlio per il fronte della Prima guerra mondiale, che eviterà sfruttando le sue amicizie; Eucarpio Vanzaghi e Prosdocimo de’La cenere della battaglie, l’uno ingegnere di sani e conformistici principi, l’altro spiantato quanto incompreso letterato; infine Beniamino Venarvaghi in Accoppiamenti giudiziosi, figura veramente caricaturale dato il movimento oscillatorio della testa che lo fa muovere come un pendolo e le due aperture per i cateteri sui due fianchi, avaro e ricco, anche lui preda di un’ossessione, quella della proprietà, che cerca di lasciare unita e integra a un solo erede. Ma l’elenco potrebbe andare avanti.

La tendenza all’ironia dissacrante rimane di fondo, comune alla maggior parte dei racconti. Se ne differenziano però almeno due, Una visita medica e La mamma, in cui il tono si fa più serio, contenuto, incline quasi alla compassione, soprattutto nei confronti della madre di don Gonzalo, vittima di un rapporto molto instabile proprio con il figlio. Qui l’acredine tipica di Gadda si riverbera nelle parole di don Gonzalo, nelle sue invettive, dirette soprattutto contro i contadini che invadono la sua villa.

Effettivamente c’è un motivo, però, che ritorna insistente di storia in storia, quello della guerra, esperienza che segnò profondamente le coscienze degli uomini del primo Novecento e in particolar modo Gadda, che perse il fratello in quell’occasione. La catastrofe bellica torna come un fantasma nella maggior parte dei racconti, è evocata più o meno direttamente dai personaggi o dal narratore, ma se ne sente sempre il peso, che incombe sui destini delle figure per modificarli o troncarli di netto.

Altro elemento ricorrente è la tipologia di narratore utilizzato, sempre esterno tranne in un solo caso, quello di Prima divisione nella notte, in cui il racconto è in prima persona. Anche questo tassello conferma la tendenza dell’Autore milanese a determinare tendenze e regolarità mai complete, ad inserire l’elemento dissonante, per ottenere la maggiore varietà possibile nelle proprie rappresentazioni del mondo.

Lorenzo Paradiso

Titolo: Accoppiamenti giudiziosi
Autore: Carlo Emilio Gadda
Edizione digitale. Anno: 2011
Editore: Adelphi

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