“Avevo smesso di essere Penelope che aspettava Ulisse perché diventavo Ulisse, io stessa; proprio come in Penelope alla guerra di Oriana Fallaci che mi aveva accompagnato durante il viaggio da Napoli a Valence.”
Che penna delicata ed elegante è quella di Valentina Anacleria, un timbro che incanta, accarezza il cuore e lo conquista con la bellezza delle emozioni suscitate. L’autrice campana dà vita a un intersecarsi di sentimenti, colori e profumi, che pervadono le pagine. È una storia di crescita emotiva, romanzo di formazione, in cui la voce di Michela, la protagonista, è limpida, confidenziale, apre il suo cuore al lettore, e di lei arriva tutto, come un fiume in piena… È un delicato narrare i sentimenti, un toccante lirismo dei tormenti di chi si affaccia alla vita e intraprende, tra inciampi e cadute, il suo cammino, e in più quel tocco brillante, disseminato qua e là, che il timbro napoletano infonde con una semplice intonazione. “Ninfee & Macaron” è una storia di crepe, ansie e paure, di strade da scegliere, di sogni da dipingere, in cui la scrittura, curata e permeata da emozioni autentiche, mi ha totalmente rapito. Profumo di struffoli e macaron si fondono, i colori delicati e la sofisticata eleganza francese si mescolano alle esuberanti sfumature napoletane, i nuovi incontri corrono su binari paralleli ai legami familiari, sussurri di ricordi, catene che ancorano e abbraccio che conforta. È stato meraviglioso seguire Michela, vederla crescere, sbocciare, amare, soffrire, trovare e perdere, impastare il suo futuro.
“Avevo la Rivoluzione Francese in corpo, ma non riuscivo a trovare la Bastiglia per farla esplodere.”
Tante sfumature la circondano: i colori brillanti dei macaron, l’eleganza delle ninfee di Monet, i tenui colori dell’infanzia, il rosso dell’ amore, il nero che lista a lutto il cuore, il bianco che ridiventa la tela immacolata su cui dipingere il domani. Non solo Michela, non sarebbe stata così intensa la sua storia senza Madame Dubois, Jos e Claire, Lorenzo, Arturo, Letizia, una mamma chioccia rifugio e coraggio, un papà autoritario, meta di un odio amore, e poi abbracci, lacrime, sorrisi, grembiuli da legare, strade da percorrere, luoghi da scoprire, soprattutto dentro sé stessi. Che viaggio incantevole, da Napoli a Valence e ritorno, e in mezzo una nuova consapevolezza.
Ci sarà da soffrire, tanto, si avrà il cuore in gola e le lacrime negli occhi, qualche sorriso per quei gesti che risultano così familiari, che portano dentro un’emozione profonda, che fa rivivere chi non c’è più ma di cui basta un ricordo per riportarlo da noi. Che brava Valentina, che carezza intensa la tua scrittura.
