Ti ho mai parlato di Enoch?
Enoch non è la Terra di Mezzo o l’Isola che non c’è, non è un luogo della mente e del cuore, Enoch è un posto, un pianeta per essere precisi, e volendo te lo posso anche indicare. Nelle sere di autunno alza lo sguardo al cielo. Se vivi nell’emisfero boreale noterai velocemente una costellazione che forma un quadrato perfetto. Quello è il Pegaso. Sotto di lei vi è un’altra costellazione. Andromeda. Se osservi quel punto del cielo stai fissando il luogo di cui voglio parlarti. Perché fra quelle stelle si nasconde un antico segreto, un piccolo bagliore di luce in un immenso oceano di silenzio e gelo. Fra quegli astri ruota placida e lenta come una medusa la grande Galassia di Andromeda e lassù, alla periferia di quell’ammasso di stelle, fra ardenti nebulose e soli freddi, risplende il pianeta Enoch. Vittorio Lauro
Ho appena finito di leggere Quel giorno in cui ti parlai di Enoch.
Sfogliata l’ultima pagina, senza chiudere il libro, sono ritornato alla prima e ho ricominciato a leggere.
Complessitá. In poco più di cento pagine una trama profonda la cui comprensione richiede la raccolta successiva di tutti quei piccoli dettagli, quei pezzi tralaciati durante la prima lettura. Perché? Si resta annebbiati dalla fotografia immensa che questo libro riesce a trasmettere al lettore fin dal primo momento ed è inevitabile ritornare indientro per raccogliere quei frammenti tralasciati, tutti necessari a comporre il mosaico finale. Si viaggia insieme a Nuvola, si affanna con lui fino all’ultimo assalto finale, si conoscono (o ricordano nel mio caso) i Viaggiatori, ci si immerge nuovamente su Enoch, non più da spettatori ma da attori, avventurieri.
Ho appena finito di leggere e ho quella melanconia che solo il ricordo di un meraviglioso e unico viaggio trascina con sé.
Claudio Mazzella
Titolo: Quel giorno in cui ti parlai di Enoch
Autore: Vittorio Lauro
Anno: 2015
Pagine: 120
Editore: inKnot Edizioni