Attualità Cultura e società

Le primarie della cultura

Scritto da Maria

Tempo di elezioni per tutto e su tutto. Tempo di primarie. Dal 7 al 28 gennaio, infatti, si sono tenute quelle della cultura. Obiettivo? Scegliere le idee da sottoporre ai futuri governanti per quanto concerne le politiche culturali. L’iniziativa è nata da un gruppo di giovani a cui il FAI – Fondo Ambiente Italiano ha voluto dare il suo sostegno. Per la prima volta in Italia è stata indetta una grande consultazione popolare con lo scopo di promuovere e valorizzare soluzioni concrete nell’ambito della cultura, del paesaggio, dell’ambiente.

 Sul sito www.primariedellacultura.it tutti i cittadini hanno avuto la possibilità di registrarsi e votare per i temi che ritengono prioritari nei settori cultura, paesaggio, ambiente che da sempre contraddistinguono l’attività del FAI. A disposizione dei votanti ci sono stati 15 temi e la possibilità di esprimere tre preferenze. In tre settimane, grazie anche alla viralità dei social network, più di 100.000 persone hanno votato. I dati che sono stati raccolti verranno sottoposti all’attenzione dei partiti e dei candidati delle prossime elezioni politiche, che potranno impegnarsi pubblicamente a sostenerli in caso di vittoria.

La cultura, quindi, vuole far sentire la sua voce, il problema semmai è che la politica ha fatto orecchie da mercante e che si è scarsamente occupata di questo tema nella campagna elettorale, evidentemente perché non avrebbe avuto la presa emotiva di altri argomenti e di altre promesse.

Eppure come ha scritto Ernesto Galli della Loggia sulle pagine del Corriere della sera «la crisi in cui è entrata l’Italia con l’inizio del XXI secolo non è (o non è solo) una crisi economica, politica, istituzionale e quindi sociale. È prima di tutto una crisi d’identità e cioè in definitiva una crisi culturale». Nel suo intervento ha caldeggiato l’istituzione nel nostro paese di un ministero della cultura, perché

Abbiamo fatto scomparire luoghi e paesaggi unici al mondo, cadere in rovina siti archeologici e monumenti illustri, lasciato in abbandono biblioteche preziose. Ma non ci siamo accorti che, così facendo, inaridivamo anche la fonte di quella umile e insieme alta creatività per cui l’Italia va famosa e che si manifesta nella sua grande tradizione artigiana, nell’eccellenza di tanta sua produzione agricola, nell’inventiva ingegnosa di tante sue industrie di ogni tipo. Ma questa creatività, questa produzione di cose materiali, lo ripetiamo, non nasce dal nulla. Discende per mille tramiti da un articolatissimo substrato di gusto, di sensibilità, di idee. Nasce dalla cultura.

I due principali motivi che hanno finora impedito l’esistenza di un tale ministero sono il ricordo del MinCulPop fascista da un lato e il timore di una cultura di Stato. Probabilmente il punto di partenza non sono gli strumenti a disposizione per tutelare la nostra cultura e il nostro paesaggio. Il punto di partenza è l’amore e il rispetto per essi che può trovare strade opportune anche tramite le istituzioni già esistenti.

La necessità di proteggere il nostro patrimonio paesaggistico e culturale, però, non è una esigenza né di memoria, né di identità, come parrebbe intuirsi dalle apologie dei più. È, invece, una questione di valori.

Quando l’espressione di Terenzio, «Homo sum, humani nihil a me alienum puto (Nulla che sia umano mi è estraneo)», avrà smesso di affascinarci e di farci avvicinare alle opere umane e all’arte che vi si nasconde, la conoscenza, anche quella “cyber” del futuro, sarà sterile, nozionistica, perché avrà perso il nucleo di ogni conquista dello spirito: il colloquio con il passato, per scoprire il futuro.

Maria Mancusi

Contenuto non disponibile
Consenti i cookie cliccando su "Accetta" nel banner"

Questo sito o gli strumenti terzi da questo utilizzati si avvalgono di cookie necessari al funzionamento ed utili alle finalità illustrate nella cookie policy. Utilizziamo i cookie di terze parti per personalizzare i contenuti e gli annunci, fornire le funzioni dei social media e analizzare il nostro traffico. Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie, consulta la cookie policy. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all’uso dei cookie. Leggi l'informativa estesa

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi